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Roma Nei Cuori <<<"....ciò che facciamo in vita..riecheggia nell'Eternità!....">>> March 22 non è mai un errore - rafintro FA DO re SIb FA DO re SIb Ti guardo per l’ ultima volta mentre vado via FA DO re SIb Ti ascolto respirare non scatto la fotografia REm SIb FA DO Non porterò nessuna traccia dentro me FA SIb DO niente che dovrò rimuovere. REm SIb FA DO Se hai giocato è uguale anche se adesso fa male REm SIb FA DO Se hai amato era amore, non è mai un errore REm SIb FA DO Era bello sentirti e tenerti vicino SIb DO Anche solo per lo spazio di un mattino. Ti guardo per l’ ultima volta mentre vai via Ti vedo camminare, è come per magia non sarai pensieri, non sarai realtà FA SIb Sai che bello, sai che felicità.. Se hai sbagliato è uguale anche se adesso fa male Se hai amato era amore e non è mai un errore Era bello guardarti e tenerti per mano O anche solo immaginarti da lontano E se hai mentito è uguale ora lasciami andare Ma se hai amato era amore e non è mai un errore Era bello sentirti, rimanerti vicino Anche solo per lo spazio di un mattino FA DO re SIb Entrerò nei tuoi pensieri di una notte che non dormi FA DO re SIb DO e sentirai freddo dentro FA DO re SIb Entrerò dentro ad un sogno, quando è già mattino FA DO SIb e per quel giorno tu mi porterai con te mi DO SOL RE Se hai giocato è uguale anche se ancora fa male mi DO SOL RE Ma se hai amato era amore e non è mai un errore mi DO SOL RE Era bello sentirti e tenerti vicino DO RE Anche solo nella luce del mattino E se hai mentito è uguale ma ora lasciami andare Se hai amato l’ amore non sarà mai l’ errore E’ stato bello seguirti, rimanerti vicino anche solo per lo spazio di un mattino. outro, solo - in progress December 23 CAPODANNO 2009![]() Ciao ragazzi, come alcuni di voi sapranno quest'anno mè venuta la mattata di organizzare il Capodanno. L'evento si terrà nei locali di una villa alle porte di Roma. In molti sono già stati invitati. Se volete essere dei nostri contattami: emamglroma@hotmail.it Abito scuro. Contattare per info e costi. Scadenza prenotazioni: 28 dicembre October 02 hey there delilah - Plain White T's :Phey there delilah whats it like in new york city im a thousand miles away but girl tonight you look so pretty yes you do time square cant shine as bright as you i swear its true hey there delilah dont you worry about the distance im right there if you get lonely give this song another listen close your eyes listen to my voice its my disguise im by your side oh its what you do to me oh its what you do to me oh its what you do to me oh its what you do to me what you do to me hey there delilah i know times are gettin hard but just believe me girl someday ill pay the bills with this guitar we'll have it good we'll have the life we knew we would my word is good hey there delilah ive got so much left to say if every simple song i wrote to you would take your breath away id write it all even more in love with me youd fall we'd have it all oh its what you do to me oh its what you do to me oh its what you do to me oh its what you do to me a thousand miles seems pretty far but they've got planes and trains and cars id walk to you if i had no other way our friends would all make fun of us and we'll just laugh along because we know that none of them have felt this way delilah i can promise you that by the time that we get through the world will never ever be the same and youre to blame hey there delilah you be good and dont you miss me two more years and youll be done with school and ill be makin history like i do you know its all because of you we can do whatever we want to hey there delilah heres to you this ones for you oh its what you do to me oh its what you do to me oh its what you do to me oh its what you do to me what you do to me September 08 il SINGHIOZZOIl singhiozzo
C. Osboune, allevatore di maiali americano, detiene il primato mondiale del singhiozzo: il suo è durato ininterrotto per 69 anni e 5 mesi. Secondo il Guinness, Osboune, nato nel 1894, ha iniziato nel 1922 al ritmo di un singhiozzo ogni secondo e mezzo (questo è solitamente il ritmo del singhiozzo), e ha continuato fino al febbraio 1990 poco meno di un anno prima di morire. Mortale (in letteratura), comico (nel cinema), erotico (su Internet), per tutti è frustrante, imbarazzante, rumoroso, il singhiozzo è un riflesso democratico: colpisce uomini e animali, dalla vita uterina alla vecchiaia. L’ecografia infatti ha dimostrato ciò che le mamme sanno da sempre: si impara a singhiozzare prima di saper respirare e i feti singhiozzano fin dal 2°mese di vita. Ciò nonostante la ricerca scientifica ha sempre ignorato il singhiozzo. «Dobbiamo dare ragione a C. Mayo, che gia molti anni fa rimarcò come le conoscenze su questo argomento siano inversamente proporzionali al numero di trattamenti proposti» dice G. Cristianini, docente della scuola di Geriatria dell’Università di Padova. Ora però si è scoperto che è utile, in certi casi addirittura un allarme, e risono farmaci per farlo passare.
C’è singhiozzo e singhiozzo. Per il Dizionario Etimologico della Lingua Italiana (di Cortellazzo e Zolli, Zanichelli) di singhiozzi ce ne sono 3 tipi: due reali e uno figurato. Si può “avere il singhiozzo”, o “piangere a singhiozzi, dirottamente” oppure, in senso figurato, “andare avanti a scatti e a balzi”. Il primo tipo, il singhiozzo vero e proprio, è un “movimento respiratorio spastico, caratterizzato da repentina contrazione del Diaframma” (cioè la struttura muscolare a forma di membrana che separa l’addome dalla cavità toracica, che si contrae il più delle volte prevalentemente a sin) “cui si associa una brusca e parziale chiusura della Glottide” (la parte posteriore della lingua che regola l’accesso alla Trachea, il tubo lungo 11 cm che dalla Laringe porta l’aria ai Bronchi). È lei che chiudendosi è causa del caratteristico “hic”. Il singhiozzo da pianto è molto diverso: è la “rapida successione di inspirazioni ed espirazioni accompagnate da pianto convulso”. Perché si usa lo stesso vocabolo per due situazioni così diverse? Perché l‘italiano discende dal latino, ed entrambi i significati del termine derivano dal verbo del latino tardo singluttiare, che a sua volta deriva da due verbi uniti: gluttire (inghiottire) e singultare (da singultus cioè singhiozzo). Nelle lingue anglosassoni questa confusione non c’è. L’inglese, per es., usa due vocaboli diversi e onomatopeici, cioè che ricordano i suoni dei 2 tipi di singhiozzo: hiccuping il singhiozzare e sobbing il piangere a singhiozzi, dai quali derivano l’ “hic” e il “sob” di cartoni animati e fumetti.
Ma la comicità del singhiozzo, come di tutte le situazioni ripetute, è sfruttata anche dal cinema fin dalla sua origine. Charlie Chaplin, per es., nel suo Luci della città simula di parlare dopo aver inghiottito un fischietto, sfruttando le inspirazioni ritmate del singhiozzo. Pur essendo fastidioso, il singhiozzo non è pericoloso: uccide solo un personaggio del racconto P&O di W. S. Maugham, un ricco colono inglese in viaggio nell’oceano Indiano. Ma c’è perfino chi viene eccitato sessualmente dal singhiozzo altrui: una sorta di feticismo. Ma conquistare gli appassionati di singhiozzo, ossia imparare a farlo a comando, è complicato. Secondo un gruppo di ricercatori giapponesi del dipartimento di Anestesiologia della facoltà di Medicina e Odontoiatria di Tokyo, a innescare il singhiozzo sarebbe la stimolazione di un “grilletto” posto sulla parete posteriore della Rinofaringe, cioè la porzione superiore della Faringe che continua con le cavità nasali: una posizione difficilmente raggiungibile. Gli stessi studiosi hanno dimostrato anche che il singhiozzo veniva soppresso dall’inalazione di Anidride Carbonica.
L’epidemiologia ha comunque dimostrato che la causa più comune del singhiozzo è il cibo eccessivo o mangiato troppo rapidamente. Questo provoca la dilatazione rapida dello stomaco che, posto subito sotto il diaframma, innesca il riflesso. Stesso effetto hanno le bevande gassate e le emozioni: un forte disagio, un rimprovero o uno spavento, possono far inghiottire aria che, distendendo le pareti dello stomaco, causa gli stessi effetti di un pasto troppo abbondante. Anche i bruschi sbalzi di temperatura possono scatenare l’ “hic”: passare dal caldo al freddo, mangiare rapidamente un gelato, bere un tè bollente. L’eccesso di alcolici, che irritano la mucosa gastrica, e il fumo sono altri fattori che possono innescare il meccanismo.
Le terapie invece non hanno fatto molti passi in avanti. Il rimedio più efficace risale addirittura ai medici greci. 2.400 anni fa, infatti, Ippocrate consigliava di effettuare una profonda inspirazione e poi trattenere il fiato e restare in apnea per 10-15”. Questo induce il diaframma a rilassarsi e interrompere il cortocircuito. O la manovra detta di Valsala: espirazione violenta a Glottide chiusa dopo una profonda inspirazione. Ma di metodi ne sono stati inventati a decine. Se invece il singhiozzo dura più di 2 giorni, diventa di interesse medico: si chiama singhiozzo “persistente” o “protratto”. Mentre se dura più di un mese è addirittura “intrattabile”… In nessuno dei 2 casi è da prendere sottogamba: può essere il sintomo di oltre 100 patologie, alcune anche gravi. Meglio quindi consultare il proprio medico. L’anno scorso un’analisi condotta dai ricercatori della Johns Hopkins School of Medicine di Baltimora, nel Maryland, sulle richieste di intervento medico da singhiozzo registrate nell’arco di 5 anni, ha dimostrato che di questo tipo di singhiozzo soffrono più gli uomini che hanno superato i 50 anni di età, prevalentemente per malattie dello stomaco. Fra le cause più frequenti infatti c’è il reflusso gastro-esofageo, per cui il contenuto acido dello stomaco tende a salire lungo l’Esofago, o la gastrite, l’infiammazione della mucosa gastrica che riveste l’interno dello Stomaco. Ma anche malattie che influiscono sui centri nervosi che controllano il singhiozzo: per es., l’occlusione di un vaso sanguigno che alimenta questi centri. E perfino l’anoressia o l’infiammazione del Pericardio, l’involucro del cuore, si possono manifestare col singhiozzo.
In questi casi acqua e zucchero non bastano, ci vogliono i farmaci. Il primo cui si ricorre è di solito il Metoclopramide endovena. Se non si ottengono risultati si passa ai farmaci neurolettici, che agiscono sui meccanismi cerebrali del singhiozzo e nei casi più gravi persino alla chirurgia, per bloccare il Nervo Frenico che porta l’impulso nervoso dalla base del cervello, dove c’è la centralina della respirazione, fino al diaframma. Recentemente, però, sulla rivista Usa New England Journal of Medicine, F. Billotta e G. Rosa, ricercatori del Policlinico Umberto I di Roma, hanno proposto una cura rapida e universale per i casi gravi: 10 mg di Nefopam, un antidolorifico con proprietà simili ai farmaci contro il Parkinson e forse proprio per questo particolare efficace. Somministrato a pz gravi e terminali, cui il singhiozzo, resistente a tutte le terapie, impediva di dormire, mangiare e bere, lo ha fatto sparire in un minuto, senza ricadute. E la velocità del rimedio in certi casi è necessaria. «In un pz il singhiozzo, forte, si era presentato proprio mentre i neurochirurghi stavano operandolo al cervello per una malformazione dei vasi» dice Billotta. Gli effetti collaterali del ritrovato? Nel 20% dei casi un po’ di nausea, nervosismo e bocca secca.
27 rimedi anti-singhiozzo… 1. Deglutire un po’ di ghiaccio tritato 2. Ingerire u cucchiaino di aceto, di angostura o di limone 3. Fare pressione sui globi oculari 4. Mettere un cubetto di ghiaccio sul collo 5. Piegarsi in avanti e inghiottire con le orecchie tappate 6. Comprimere le due facce laterali dell’anulare fino a sentire dolore 7. Portare le ginocchia con forza al petto 8. Fare i gargarismi con un po’di acqua, meglio se molto calda o molto fredda 9. Mordere un limone 10. Mangiare un cucchiaino di zucchero 11. Masticare un po’di radice di zenzero 12. Masticare pane duro 13. Inalare i Sali 14. Tenere il fiato per 30” e bere un sorso d’acqua piegati come se ci si dovesse toccare le punte dei piedi, poi deglutire 15. Dopo l’ “hic” contrarre i muscoli dello stomaco come se si dovesse eruttare 16. Smettere di respirare e inghiottire 10 sorsetti di acqua in rapida successione 17. Fatevi spaventare 18. Inspirare molta aria e poi restare in apnea più a lungo possibile 19. Solleticare la base del naso con una piuma per starnutire 20. Chiudere le orecchie con le dita e comprimere per alcuni minuti 21. Sorseggiare mezzo bicchiere d’acqua bevendo dalla parte opposta del bicchiere con le gambe leggermente divaricate 22. Mettere naso e bocca sull’imboccatura di un sacchetto di carta e respirarvi dentro per qualche minuto 23. Respirare profondamente seguendo un ritmo regolare 24. Respirare velocemente iperventilando 25. Piegarsi in avanti in modo da comprimere il torace 26. Braccia indietro, piegarsi in avanti e deglutire sorsi d’acqua 27. Prendere la lingua fra pollice ed indice e tirarla verso l’esterno Medicine NaturaliMedicine in fiore
Qual è la farmacia più grande del mondo? La foresta: fonte inesauribile di rimedi alle malattie dell’uomo. Non solo per i guaritori delle popolazioni tribali: le piante medicinali sono all’origine del 70% dei nostri farmaci. Senza contare i prodotti venduti nelle erboristerie, che non sono farmaci ma vengono usati sempre più spesso per i loro effetti sulla salute. Squadre di ricercatori vengono inviate in ogni angolo del mondo, per trovare nuovi principi attivi che possano curare le “malattie dell’Occidente”, come il cancro o lo stress, sfruttando le conoscenze degli sciamani. Secondo molti studiosi, solo la scoperta di altre sostanze vegetali attive permetterà alla farmacopea di progredire.
Ancora oggi, per 3,5 miliardi di persone, le piante sono l’unica possibilità di cura per ogni genere di malanno. In alcune zone dell’Africa c’è un guaritore tradizionale ogni 500 persone e un medico ogni 17.500 persone. Non è quindi lo scienziato di professione, ma il guaritore del villaggio a conoscere le proprietà dei differenti vegetali. Osservando i cacciatori aborigeni dell’Amazzonia, che applicano Curaro sulle punte delle loro frecce per paralizzare le prede, si è scoperta la Tubocurarina, usata come anestetico in chirurgia e ricavata dalla medesima pianta da cui si estrae il Curaro. Gli indios della foresta amazzonica, inoltre, medicano ferite e infezioni con il Croton lechlerii, una pianta detta “sangue di drago” perché la sua resina è rosso vivo: da essa i farmacologi europei hanno estratto una sostanza utile alla cura delle ulcere gastriche e delle infezioni da herpes. Le tribù indiane della Guyana ci hanno insegnato a utilizzare un estratto di Peperoncino Rosso (Capsicum annuum) per combattere le cefalee, mentre l’estratto di Pedilanthus tithymaloides, da loro impiegato per contrastare gli effetti dei morsi di serpenti velenosi, è sfruttato dalla moderna farmacopea come antinfiammatorio.
Dalla tradizione medica dell’antica Cina ci sono giunte info mediche e farmacologiche su moltissime piante: dalla Schizandra chinensis (che veniva utilizzata per curare le intossicazioni al fegato) viene estratta la Gomosina-A, con la quale oggi sono curate le epatiti virali croniche. Una ricerca da condurre, però, senza dimenticare i diritti dei nativi e la protezione delle loro risorse dallo sfruttamento selvaggio: alcuni laboratori senza scrupoli si sono già impossessati delle piante utilizzate dalle tribù da millenni (tramite la deposizione di un brevetto che ne ha rivendicato la “proprietà”), lasciando così gli indigeni senza alcun beneficio.
In passato, un laboratorio farmaceutico americano si è appropriato di una pianta del Guatemala, Tagetes lucida, con proprietà antidolorifiche: lo sfruttamento eccessivo ha reso la pianta rara, lasciando i locali senza più possibilità di curarsi. Famoso è il caso di un giovane botanico indiano, Chattopadhyay, inviato a studiare la medicina tradizionale degli Onge, una tribù aborigena delle isole Andamane. Al suo ritorno, svelò che questa gente utilizza una pianta efficace nella cura della malaria; ma che non avrebbe detto niente di più, se non in presenza di un contratto che riconoscesse i diritti economici degli Onge, derivanti dallo sfruttamento di quella pianta. Gli interessi in gioco, in effetti, sono enormi: la malaria uccide ogni anno 2 milioni di persone in Africa, America meridionale e Asia. Egli è diventato il capostipite di una generazione di studiosi che dedicano la propria vita alla ricerca di nuove molecole benefiche, ma che alla difesa dei diritti dei nativi delle foreste tropicali, con i quali condividono parte della loro vita.
La ricerca di piante con proprietà curative non è certo semplice: ogni 10.000 specie, una sola contiene sostanze veramente utili per la nostra salute. Molto il lavoro che resta ancora da fare; sistema che soltanto il 5-10% delle specie vegetali di tutto il mondo siano state esaminate dai biochimici. Altre ricerche si svolgono nelle biblioteche: “Stiamo raccogliendo in un museo, a S. Sepolcro (Ar), gli antichi trattati di erboristeria”, spiega V. Mercati di Aboca, azienda italiana leader in questo settore. “Contengono info utili per trovare nuove proprietà curative delle erbe note”. Nell’ultimo decennio, i moderni sistemi di analisi hanno permesso di isolare molecole prima difficilmente identificabili: una volta individuata la loro struttura, la si ricostruisce in laboratorio. Spesso l’estrazione del principio attivo dalla pianta di origine è particolarmente difficoltosa, od occorre sacrificare troppe piante: il Tassolo, per es., è uno tra i più importanti antitumorali e viene estratto dalla corteccia del tasso (Taxus brevifolia). Occorrono ben 4 piante per ottenere un grammo di Tassolo. E per sfruttare ogni pianta bisogna attendere decenni, visto che la crescita è molto lenta. Ecco perché il Tassolo oggi è prodotto artificialmente a partire da una sostanza presente nelle foglie di tasso europeo (Taxus baccata).
Non sempre però si riesce a riprodurre in laboratorio un principio attivo. Quando possibile, si ricorre allora a estese coltivazioni: è il caso della pervinca del Madagascar (Cathatanthus roseus), di grande utilità nella lotta del tumore al seno e al polmone. È coltivata in India, “trasformata” in Francia, e infine distribuita agli ospedali di tutto il mondo. Tra le ricerche in corso, nel tentativo di trovare antitumorali efficaci, desta parecchie aspettative quella su una pianta molto rara della Nuova Caledonia, la Sarcomelicope follicularis: contiene un principio attivo, l’Acronicina, che pare abbia un forte potenziale. Ispirandosi alla chimica di questa pianta, un gruppo di ricercatori francesi ha creato degli “analoghi” di sintesi (molecole dalla struttura simile). È in corso la fase clinica per testare la tossicità del prodotto: i risultati a fine studio… nel 2010. Curarsi con estratti di piante medicinali non equivale a “bere acqua fresca”: accanto alle proprietà benefiche conosciute, ve ne possono essere altre tossiche (anche i veleni più potenti sono ricavati dalle piante). Utilizzarle senza conoscere gli effetti secondari può provocare danni, principalmente epatici, renali e cardiaci. È recente la polemica sulla presunta epatotossicità del kava-kava: l’arbusto Piper methysticum contiene i Kavalattoni, ansiolitici prescritti per combattere l’insonnia. Ma in Germania sono stati segnalati 20-30 casi di problemi al fegato. Il prodotto in Italia è stato ritirato.
Erbe per gli italiani Il mercato dei prodotti ricavati da piante medicinali è fiorente anche in Italia, soprattutto per i prodotti erboristici. “Il fatturato italiano della fitoterapia si aggira sui 520 milioni di euro: la richiesta maggiore è per tonificanti (Guaranà, Ginseng), rilassanti (Camomilla, Tiglio), preparati per l’apparato gastrointestinale (Frangula, Finocchio). Le piante ora preferite sono l’Iperico (antidepressivo), e la Ginkgo biloba, utile nei disturbi della circolazione e della memoria”, dice V. Mercati di Aboca.
Farmacia in foglie - Belladonna, Atropa belladonna: § principi attivi: Atropina, Isociamina, Scopolamina § indicazioni: usata per dilatare la pupilla - Stramonio, Datura stramonium: § principi attivi: Isociamina § indicazioni: rilassante muscolare, usato per il morbo di Parkinson - Echinacea, Echinacea purpurea: § principi attivi: Echinacoside § indicazioni: cicatrizzante, usato in caso di herpes e di deficit immunitario - Salice bianco, Salix alba: § principi attivi: Ac. Salicilico § indicazioni: febbre, dolori, influenza, reumatismi - Ginkgo, Ginkgo biloba: § principi attivi: Ginkgolide § indicazioni: disturbi della circolazione sanguigna e della memoria - Papavero da oppio, Papaver somniferum: § principi attivi: Morfina § indicazioni: attenua efficacemente il dolore - Colchico autunnale, Colchicum autumnale: § principi attivi: Colchicina § indicazioni: gotta, sono in corso ricerche per l’uso contro la cirrosi e l’epatite - Gloriosa, Gloriosa superba: § principi attivi: Colchicina § indicazioni: per combattere la gotta. In piccole quantità, è efficace contro la lebbra - Pervinca del Madagascar, Cathatanthus roseus: § principi attivi: Vinblastina, Vincristina, Navelbina § indicazioni: tumori a seno e polmoni - Digitale, Digitalis purpurea: § principi attivi: Digitalina § indicazioni: problemi cardiovascolari (è un cardiotonico) - Iperico, Hypicornaperforatum: § principi attivi: Ipericina e Iperforina § indicazioni: antidepressivo e antibatterico - Tasso, Taxus baccata: § principi attivi: Tassolo e Taxotere § indicazioni: usato per la cura dei tumori alle ovaie, ai polmoni e al seno - Artemisia, Artemisia annua: § principi attivi: Artemisinina § indicazioni: febbre, alcune varietà hanno proprietà diuretiche |
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